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Storia dell'Ungheria contemporanea

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Storia dell'Ungheria contemporanea

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Dal primo insediamento nel bacino dei Carpazi (IX sec.) alla conversione al cristianesimo, dal re Santo Stefano all'umanista Mattia Corvino, dalla resistenza agli ottomani dilaganti in Europa alla dominazione degli Asburgo, la storia degli ungheresi si snoda attraverso le complesse vicende della più generale storia europea. Influenzata dal Rinascimento italiano, la cultura ungherese risulta tra le più vivaci nel mantenere spirito e identità nazionale che trova uno dei momenti più significativi nella rivoluzione liberale e borghese del 1848. Legata a Vienna dal Compromesso (1867) subisce, dopo la prima guerra mondiale, mutilazioni significative del proprio territorio, l'esperienza di tipo bolscevico della Repubblica dei Consigli e il regime autoritario dell'ammiraglio Horthy. Occupata dall'Armata rossa l'Ungheria, dopo la seconda guerra mondiale, diviene una democrazia popolare sotto l'egemonia sovietica. La morte di Stalin (1953) apre nuove aspettative e speranze di libertà che nel 1956 sfociano nella rivoluzione democratica e nazionale contro l'Unione Sovietica. Repressa nel sangue dalle forze armate del Patto di Varsavia, la rivoluzione rappresenta uno dei momenti più alti della storia magiara. Dopo il crollo del Muro di Berlino (1989), si apre la fase della ricostruzione democratica ed economica - la difficile transizione dall'economia pianificata a quella di mercato - che determina l'ingresso del paese nell'Unione Europea.

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